Oggi tutto il mondo galoppa più o meno allegramente verso l’intelligenza artificiale.
Se ne parla ovunque, in tutti i modi, con grandissima cognizione di causa (poche volte) e con grandissimo catastrofismo apocalittico (il più delle volte). Si lavora con l’IA, si lavora per l’IA, si crea (anche troppo) con l’IA (a proposito: ho una ragionevole certezza che su Amzn almeno il 50% dei libri sia scritto interamente con l’IA. Parlo di libri, non di self-publishing…).
E, naturalmente, si distrugge con l’IA. Dicono che si distruggono mestieri (ma non sempre dicono che se ne creano altri), dicono che si distruggono interi settori dell’economia (ma non dicono che se ne creano molti altri, o che se ne migliorano notevolmente altri ancora).
A voi la scelta se dare peso a quanto scritto tra parentesi oppure no.
Avevo già scritto qualcosa in merito due anni fa.
E già quattro anni fa mi chiedevo se “arriverà il giorno”.
Oggi non saprei dire se quel giorno è arrivato, se è prossimo o addirittura se sia già passato senza che nessuno se ne sia accorto.
Mi limito dunque ad aggiungere qualche chiacchiera semiseria, niente più. Giusto per essere neutro, dirò qualcosa di negativo, qualcosa di positivo. E qualcosa di divertente.
A chi legge, lascerò la scelta (ardua?) di decidere quale, di questi pensieri, sia più “semiserio” dell’altro. Posso garantire che questo post (l’intero blog, per la verità) non è stato scritto dall’IA. Non è ancora in grado di imitare la sottile ironia della mente umana.
Qualcosa di negativo
Negli ultimi decenni abbiamo visto come la geopolitica – e le guerre – si sia mossa in funzione del petrolio. Nei prossimi decenni, probabilmente (e lo dico sperando vivamente di sbagliarmi), vedremo la geopolitica – e le guerre – ridefinirsi in funzione dell’intelligenza artificiale. Alla base dell’IA ci stanno i componenti elettronici e, in particolare, le terre rare. E dove si trovano le maggiori concentrazioni di terre rare?
In Cina, ad esempio.
In Afghanistan, ad esempio.
In Ucraina, ad esempio (in particolare nel Donbass).
E sono sicuro che i nomi di queste zone non sono noti ai più per le terre rare, ma per la guerra (che fa lo stesso). Fatta eccezione, ovviamente, per la Cina che ormai è di fatto la nuova potenza mondiale dominante (siamo solo noi “occidentali” che ci ostiniamo a non volerci accorgere).
Altra cosa che serve all’IA è l’energia, sia per far funzionare le server farm, sia per raffreddarle.
Qualcuno ha sentito parlare di Groenlandia, di recente? Chissà come mai mister Trombetta è così interessato alla Groenlandia: freddo perenne senza necessità di troppa energia (per raffreddare). Sarà un caso. Però, insomma, anche tra i ghiacci che si sciolgono lasciando spazio a nuove rotte di navigazione, ci stanno un sacco di risorse naturali interessanti (tra cui, manco a dirlo, le terre rare…).
Qualcosa di positivo
Ma lasciamo la geopolitica a chi ne sa molto più di me.
L’IA porta anche qualcosa di positivo: la richiesta di energia, spingerà notevolmente la ricerca verso la fusione fredda. E questo è decisamente molto interessante. L’energia nucleare da fusione fredda (da non confondere assolutamente con l’energia nucleare da fissione che abbiamo ora) sarebbe un toccasana per il nostro povero pianeta. Segnerebbe definitivamente il declino delle energie fossili e di tutti i casini che si porta dietro.
(Ndr: è di pochi giorni fa la notizia secondo la quale sono stati raggiunti obiettivi notevoli in questo campo. Dove? In Cina…)
Qualcosa di divertente
Quello di cui nessuno di noi si accorge è la superiorità ancora intatta della nostra mente.
E anche della nostra stupidità.
Perché a volte siamo molto stupidi? Perché ormai siamo portati a pensare che, se qualcosa non si trova cercandolo su Google, allora vuol dire che non esiste. Eppure siamo circondati da cose che esistono anche se non le si trovano su Google.
Allo stesso modo, siamo portati a pensare che tutto ciò che dice l’IA sia oro colato, nonostante quella frasettina sempre presente, anche se in piccolo, che dice chiaramente che l’IA “può commettere errori.” E ancora: “Assicurati di verificare le informazioni importanti”.
E allora, perché non “assicurarsi di verificare” ? Basta così poco: chiedete all’IA di parlarvi di qualcosa di cui avete una totale conoscenza approfondita. Qualcosa di cui davvero niente e nessuno ne sa più di voi.
Vi accorgerete di quanto sia veramente limitata l’IA.
Ciao. Parlami di Darius Tred.
Questa risposta, così strutturata e sfornata in modo “autorevole”, mi ha fatto sbellicare dalle risate. E avrei potuto andare avanti a ridere tutta la sera se avessi chiesto di “costruire chi è Darius Tred”. Chissà quale passato, quali ossessioni.
Perché questa domanda? Non certo per malcelato narcisismo ma per capire (ancora una volta) quanto le risposte, per quanto siano ben strutturate e autorevoli, quasi al limite della soggezione, siano in realtà basate sul nulla. O quasi.
“Dimmi tu”
Allora, cara IA, ti dico io, e la faccio breve: sei completamente fuori strada.

L’italiano medio-mediocre, a momenti, non sa nemmeno che esistono le versioni a pagamento: apre ChatGPT senza sapere nemmeno che sta usando la versione free… Per la cronaca: l’esperimento semiserio di cui sopra è stato fatto con ChatGPT 5.2, piano Plus (quindi, per inciso: non è la versione free che usano tutti). E chiudo la parentesi).
Tornando seri
Mi sono divertito un po’ a sbeffeggiarla. Ma devo ammettere che in altri contesti, anche lavorativi, è stata davvero determinante.
Ho risolto in poche ore problemi che mi avrebbero occupato almeno per un paio di giorni. In altri frangenti, ho svolto in un giorno lavorativo il lavoro che solo un paio di anni fa avrei impiegato due settimane a farlo.
Il punto però è che, quando dico “determinante”, non intendo dire che da sola, risolve i problemi.
Intendo dire che la sua potenza va combinata con la potenza dell’intelligenza umana che, secondo me, resta ancora superiore. Parere personalissimo e altamente opinabile, ovviamente.
Insomma, è proprio il caso in cui 1+1 non fa solo 2, ma fa idealmente 11.
