La neve ci insegna che non è necessario fare rumore per farsi notare. Ripenso spesso a questa frase, sentita non so dove, quando mi sveglio e trovo un panorama imbiancato fuori dalla finestra. L’ultima volta è accaduto una settimana fa. Venti centimetri di neve caduti nella notte. Non sentiti con le orecchie ma notati tutti, nessun centimetro escluso, con le braccia, dopo aver spalato vialetto, scivolo e ingresso del box. In compenso, abbiamo fatto un bel pupazzo in giardino con tanto di naso a carota come non accadeva da anni.

Certi romanzi sono come la neve.
Cadono come fiocchi lungo i percorsi di lettura. E cadono senza far rumore: li si acquista sull’onda di una voglia effimera in libreria, con la vaga promessa di leggerli poi, molto “poi”. Ma quando cadono davvero nel proprio percorso di lettura, questi fiocchi o romanzi coi fiocchi, si fanno notare.
Tanto da spronare alla ricerca, allo studio, all’approfondimento, alle verifiche, alle “controverifiche”.
Finché l’unico dubbio che s’insinua è questo: davvero ho tra le mani un romanzo?
Davvero è tutta, e solo, opera di finzione?
Davvero l’autore si è inventato tutto?

No. Si direbbe proprio di no. Tutti i riferimenti storici sembrano citati alla perfezione, rispettati con grande meticolosità e incastrati con mirabile audacia nell’intreccio. Insomma: servirebbe una cultura enciclopedica per andare a stanare l’improbabile refuso, un’asfissiante pignoleria per scovare la lieve inesattezza o quantomeno un nutrito gruppo di consulenti storici, letterari, teologi per capire dove sta l’ “inghippo”, dove sta il vero, dove sta il fantasioso. Dove corre, se corre, la linea di demarcazione tra la realtà e la fantasia.

Alla fine si resta con un retrogusto amarognolo in punta di pensiero perché, anche a scomodare menti erudite, si arriverebbe comunque a confrontare ipotesi e non fatti il che, tradotto in parole povere, è un po’ come ritrovarsi punto e a capo.

Leggere rende liberi – dice l’autore nei ringraziamenti – e solo da liberi si possono fare scelte consapevoli. Airesis in greco significa appunto scelta, e quindi essere “eretico” vuol dire semplicemente e soltanto essere “colui che sceglie”.

8 commenti su “Colui che sceglie

  1. C’è della saggezza in quello che dici. Il 2021 promette bene per te! 😉
    (e, mi raccomando, un bel gesto scaramantico, a questo punto!) 😛

    1. Me l’hanno già detto in tanti che è l’anno di noi altri del Capricorno. Diciamo che l’anno promette bene: resta solo da capire se manterrà le promesse…
      😉

      Quel bel romanzetto di cui vado vaneggiando nel mio post prometterebbe bene anche per te. Non ti nascondo che ho pensato di proporlo come lettura condivisa a te e all’altra tua amica di Padova, che mi avete fatto uno scherzetto analogo tempo fa per poi abbandonarmi a Magrathea… 😀 😀 😀

      Però ho desistito. Mi state simpatiche e un tiro così mancino non lo meritavate. Perché si tratta di un romanzo che “sposta”…

      1. Un romanzo che “sposta” di questi tempi lo vogliamo tutti, bisogna vedere se è consentito lo “spostamento” 😀 😀 😀
        Quella di Padova.

        1. Brava. Se accetti di “spostarti”, sei già a buon punto. La lettura è impegnativa e richiede, in partenza, un pizzico di buona volontà per superare i pregiudizi che inevitabilmente evocano titolo, sottotitolo e copertina: la sensazione di “già visto” è molto forte, sembra che ce ne siano a frotte di libri come quello.
          Eppure a volte mi chiedo se titolo, sottotitolo e copertina non siano stati studiati apposta per confondersi volutamente nella massa e farsi trovare solo da coloro che vanno veramente alla ricerca.

          Immagino tu abbia una coda di lettura molto lunga. Se mai decidessi di mettere “L’eretico” in coda, sappi che prima o poi, quando lo leggerai… niente: tanto le sensazioni cambiano sempre, da lettore a lettore.

          Io l’ho letto dopo 2 o 3 anni dall’acquisto: e mi son pentito di non averlo letto prima. 😉

  2. Ma si può sapere che fine ha fatto la notifica dei nuovi post in mail (che chiamo newsletter anche se non lo è)? Per fortuna che Facebook mi aveva mostrato l’arrivo di questo post.
    Auguri, Buon Anno, Grazie per la Befana, tutto bene? Cosa stai leggendo? 🙂

    1. Non saprei che fine ha fatto la notifica. Direi che è finita nel tritacarne del (maldestro) cambio di dominio del sottoscritto. Oppure finisce nella posta indesiderata…

      Auguri di buon anno, prego per la Befana (?), per il “tutto bene” al momento mi avvalgo della facoltà di non rispondere, rispondendo invece alla domanda successiva: L’eretico.
      Che nel frattempo ho già finito, sviscerato e sezionato.

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