<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Estratti Archivi - Darius Tred Retro Blog</title>
	<atom:link href="https://retroblog.dariustred.it/category/estratti/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://retroblog.dariustred.it/category/estratti/</link>
	<description>Note, pensieri, curiosità e riflessioni su scrittura, lettura, narrativa. E molto, molto altro...</description>
	<lastBuildDate>Sun, 08 Mar 2026 19:45:13 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>

<image>
	<url>https://i0.wp.com/retroblog.dariustred.it/wp-content/uploads/2016/09/cropped-cropped-28784077882_37285f65c7_o.jpg?fit=32%2C32&#038;ssl=1</url>
	<title>Estratti Archivi - Darius Tred Retro Blog</title>
	<link>https://retroblog.dariustred.it/category/estratti/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
<site xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">175316797</site>	<item>
		<title>Realtà, finzione e saggezza</title>
		<link>https://retroblog.dariustred.it/realta-finzione-e-saggezza/</link>
					<comments>https://retroblog.dariustred.it/realta-finzione-e-saggezza/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Darius Tred]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Mar 2026 19:05:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Estratti]]></category>
		<category><![CDATA[Lettura]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Retroblog Post]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://retroblog.dariustred.it/?p=7468</guid>

					<description><![CDATA[<p>Stavo riordinando una pila di libri in giro per casa e mi è capitato tra le mani un saggio letto tempo fa. La copertina mi aveva già riacceso piacevoli ricordi. Ricordi di autentico piacere “lettorio”, di quelle letture che proprio non riesci a staccarti. Inutile dire che l’ho riaperto. E mi sono imbattuto in questo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://retroblog.dariustred.it/realta-finzione-e-saggezza/">Realtà, finzione e saggezza</a> sembra essere il primo su <a href="https://retroblog.dariustred.it">Darius Tred Retro Blog</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<a href="https://retroblog.dariustred.it/realta-finzione-e-saggezza/"><img width="150" height="150" src="https://retroblog.dariustred.it/wp-content/uploads/2026/03/Retroblog_DariusTred_RealtaFantasia-150x150.jpg" alt="Realtà, finzione e saggezza" align="left" style="margin: 0 20px 20px 0;max-width:100%;" /></a><p>Stavo riordinando una pila di libri in giro per casa e mi è capitato tra le mani un saggio letto tempo fa. La copertina mi aveva già riacceso piacevoli ricordi. Ricordi di autentico piacere “lettorio”, di quelle letture che proprio non riesci a staccarti. Inutile dire che l’ho riaperto. E mi sono imbattuto in questo brano.</p>
<blockquote><p><em>La <strong>biotecnologia</strong> promette di essere la più grande rivoluzione nella storia dell’uomo. Entro la fine di questo decennio, avrà di gran lunga sorpassato l’energia nucleare e i computer per quanto riguarda l’impatto sulla nostra vita quotidiana. Per citare le parole di un commentatore: “La <strong>biotecnologia</strong> trasformerà tutti gli aspetti della vita umana: l’assistenza medica, l’alimentazione, la salute, il modo di divertirsi, i nostri stessi corpi. Niente sarà più lo stesso. La <strong>biotecnologia</strong> cambierà letteralmente il volto del pianeta. Ma la <strong>rivoluzione biotecnologica</strong> si distingue dalle trasformazioni scientifiche del passato per tre aspetti fondamentali. In primo luogo, la ricerca ha base ampia e diffusa. Gli Stati Uniti sono entrati nell’era atomica grazie al lavoro svolto in un solo centro di ricerca, Los Alamos. Sono entrati nell’era del computer grazie agli sforzi di una decina di aziende. Ma la <strong>ricerca biotecnologica</strong>, nei soli Stati Uniti, viene svolta in oltre 2000 laboratori. Cinquecento società investono in questa tecnologia cinque miliardi di dollari l’anno. In secondo luogo, gran parte della ricerca è insensata e futile. […] Il fatto che la <strong>biotecnologia</strong> possa essere applicata a industrie tradizionalmente soggette ai capricci della moda […] non fa che aumentare le preoccupazioni riguardo l’uso frivolo di questa nuova e potente tecnologia. In terzo luogo, si tratta di operazioni al di fuori di ogni controllo. Manca una qualsiasi supervisione. Non vi è alcuna legge federale in proposito. Né negli Stati Uniti, né nel resto del mondo vi è a questo riguardo una coerente politica governativa […], ed è difficile stabilire una politica intelligente. Ma ancor più preoccupante è il fatto che nessuno, tra gli stessi scienziati, abbia assunto una funzione vigilatrice. E’ straordinario come quasi tutti coloro che si occupano di <strong>genetica</strong> siano interessati all’aspetto commerciale. Non vi sono osservatori distaccati. Tutti hanno interessi precisi.</em></p></blockquote>
<h2>Esperimento</h2>
<p>E’ incredibile scoprire come la rilettura non è quasi mai identica alla lettura. Ogni libro rimane immutato nelle parole… eppure emergono sempre nuovi significati. O quanto meno, nuovi spunti di riflessione. In questo caso, non ho potuto fare a meno di notare una similitudine particolare: e ho deciso di fare un esperimento. Ho evidenziato alcune parole in grassetto: di questo saggio, scritto nel 1990 (quindi parliamo di quasi 40 anni fa…), ho sostituito “biotecnologia” con “intelligenza artificiale”. Ed ecco come (non) cambia il senso del brano.</p>
<blockquote><p><em>L’<strong>intelligenza artificiale</strong> promette di essere la più grande rivoluzione nella storia dell’uomo. Entro la fine di questo decennio, avrà di gran lunga sorpassato l’energia nucleare e i computer per quanto riguarda l’impatto sulla nostra vita quotidiana. Per citare le parole di un commentatore: “L’<strong>intelligenza artificiale</strong> trasformerà tutti gli aspetti della vita umana: l’assistenza medica, l’alimentazione, la salute, il modo di divertirsi, i nostri stessi corpi. Niente sarà più lo stesso. L’<strong>intelligenza artificiale</strong> cambierà letteralmente il volto del pianeta. Ma la rivoluzione dell’<strong>intelligenza artificiale</strong> si distingue dalle trasformazioni scientifiche del passato per tre aspetti fondamentali. In primo luogo, la ricerca ha base ampia e diffusa. Gli Stati Uniti sono entrati nell’era atomica grazie al lavoro svolto in un solo centro di ricerca, Los Alamos. Sono entrati nell’era del computer grazie agli sforzi di una decina di aziende. Ma la ricerca sull’<strong>intelligenza artificiale</strong>, nei soli Stati Uniti, viene svolta in oltre 2000 laboratori. Cinquecento società investono in questa tecnologia cinque miliardi di dollari l’anno. In secondo luogo, gran parte della ricerca è insensata e futile. […] Il fatto che l’<strong>intelligenza artificiale</strong> possa essere applicata a industrie tradizionalmente soggette ai capricci della moda […] non fa che aumentare le preoccupazioni riguardo l’uso frivolo di questa nuova e potente tecnologia. In terzo luogo, si tratta di operazioni al di fuori di ogni controllo. Manca una qualsiasi supervisione. Non vi è alcuna legge federale in proposito. Né negli Stati Uniti, né nel resto del mondo vi è a questo riguardo una coerente politica governativa […], ed è difficile stabilire una politica intelligente. Ma ancor più preoccupante è il fatto che nessuno, tra gli stessi scienziati, abbia assunto una funzione vigilatrice. E’ straordinario come quasi tutti coloro che si occupano di <strong>intelligenza artificiale</strong> siano interessati all’aspetto commerciale. Non vi sono osservatori distaccati. Tutti hanno interessi precisi.</em></p></blockquote>
<h2>Saggezza</h2>
<p>Ma quanto era saggio il saggio che ha scritto tutto ciò? Si direbbe che sia stato davvero lungimirante, quasi un visionario “futurologo”. Insomma ci ha visto davvero lungo. Oppure, molto più semplicemente, siamo di fronte a uno di quei corsi e ricorsi storici destinati a ripetersi nella storia dell’umanità? A questo punto, suppongo sia lecito che qualcuno si domandi quale sia il titolo di questo “saggio”. E chi è il “saggio” che ha scritto questo “saggio”.<br>
Ok, finora ho scherzato. Ho calcato volutamente la parola “saggio” per dire che… la lettura di cui sopra non era una lettura di saggistica. Il brano in questione proviene infatti da un romanzo. Quindi, parlando di finzione narrativa, la cosa “dovrebbe” lasciarci tranquilli.</p>
<h2>Realtà e finzione</h2>
<p>Personalmente ho sempre amato i romanzi che mescolano sapientemente la realtà con la finzione. Le trame dove poi fai fatica a capire dove sta (ammesso che ci sia – e ammesso che sia netta) la linea di confine tra l’una e l’altra, sono le trame che mi intrigano di più. E io sono uno di quelli che poi va ad approfondire, fantasticando in autonomia anche dopo la parola “fine” del romanzo stesso.</p>
<p>Il problema nasce quando la realtà supera la fantasia della finzione. E il mio esperimento mentale di cui sopra, be’, non mi ha lasciato indifferente.</p>
<h2>E il romanzo?</h2>
<p>Ma torniamo a noi. Qui sotto, grazie all’ “accrocchio” da prestigiatore principiante quale sono, è possibile scoprire il romanzo di cui stiamo parlando.<br>
Perché questo accrocchio?<br>
Perché mi preme mettere in guardia chi legge: siete proprio sicuri di voler capire di quale romanzo si tratta?<br>
Sicuri di non farvi prendere da presagi?<br>
Sicuri di dormire la notte?<br>
Sicuri-sicuri?</p>
<p>Forse è un romanzo che avete già letto.<br>
Forse è un romanzo che magari rileggerete… magari volentieri.<br>
Magari con altri occhi.<br>
Sicuramente ne avrete sentito parlare.<br>
Vabbè, dai, quante storie! Tanto è solo finzione… … (oppure no?).</p>
<div class="tred-crumble">
<div class="back"><img decoding="async" class="alignnone" src="https://retroblog.dariustred.it/wp-content/uploads/2026/03/JurassicPark_Cover04_300x.jpg" width="300" style="display:block;margin:10px auto;max-width:560px;max-width:100%;"></div>
<div class="front"><img decoding="async" class="" src="https://retroblog.dariustred.it/wp-content/uploads/2026/03/CoverMisteriosa_01_300x.jpg" width="300" style="display:block;margin:10px auto;max-width:560px;max-width:100%;"></div>
</div>
<p>Se non altro, possiamo dire di sapere come andrà a finire.<br>
Nella finzione, intendo.</p>
<h2>Due pensieri per concludere</h2>
<p>Parlavamo di realtà e di finzione. E di come l’una superi spesso l’altra. Se parliamo di biotecnologia, come nel brano originale, ormai ci siamo: la tecnologia CRISPR ha dato il via alla nascita di interi filoni di ricerca scientifica, di nuovi campi da esplorare.</p>
<p>Sono già stati assegnati un paio di premi Nobel. E non mi stupirei se venissi a sapere che, da qualche parte nel mondo, qualcuno stia veramente cercando di ripercorrere quanto anticipato dalla finzione. D’altra parte, qualche mese fa abbiamo avuto notizie in merito alla ricreazione del metalupo (ma non vorrei condizionare troppo il pensiero: basta aprire Google e cercare “metalupo oggi” per farsi un’idea).</p>
<p>E per l’intelligenza artificiale?</p>
<p>L'articolo <a href="https://retroblog.dariustred.it/realta-finzione-e-saggezza/">Realtà, finzione e saggezza</a> sembra essere il primo su <a href="https://retroblog.dariustred.it">Darius Tred Retro Blog</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://retroblog.dariustred.it/realta-finzione-e-saggezza/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>2</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">7468</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Granito vivente</title>
		<link>https://retroblog.dariustred.it/granito-vivente/</link>
					<comments>https://retroblog.dariustred.it/granito-vivente/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Darius Tred]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Oct 2024 19:41:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Estratti]]></category>
		<category><![CDATA[Lettura]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://retroblog.dariustred.it/?p=7425</guid>

					<description><![CDATA[<p>Senza reazioni chimiche non potrebbe esistere la vita. O sì? Era un problema vecchio. Agli inizi del progetto Wildfire ci si era posti una domanda: come si fa a studiare una forma di vita completamente diversa da tutte quelle che si conoscono? Com’è possibile capire che si tratta di una forma di vita? Non era [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://retroblog.dariustred.it/granito-vivente/">Granito vivente</a> sembra essere il primo su <a href="https://retroblog.dariustred.it">Darius Tred Retro Blog</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<a href="https://retroblog.dariustred.it/granito-vivente/"><img width="150" height="150" src="https://retroblog.dariustred.it/wp-content/uploads/2019/09/darius-tred-blog-retroblog-estratti-lettura-150x150.jpg" alt="Granito vivente" align="left" style="margin: 0 20px 20px 0;max-width:100%;" /></a><p><img decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-4309" src="https://retroblog.dariustred.it/wp-content/uploads/2019/09/VirgoletteApertura.png" alt="darius tred, estratto" width="101" style="display:block;margin:10px auto;max-width:560px;max-width:100%;">Senza reazioni chimiche non potrebbe esistere la vita.<br>
O sì?<br>
Era un problema vecchio. Agli inizi del progetto Wildfire ci si era posti una domanda: come si fa a studiare una forma di vita completamente diversa da tutte quelle che si conoscono? Com’è possibile capire che si tratta di una forma di vita?<br>
Non era una domanda accademica. La biologia, come aveva detto George Wald, era una scienza unica perché non poteva definire la sua materia di studio. Nessuno, infatti, sapeva che definizione dare alla vita. Nessuno, in realtà, sapeva che cosa fosse. Le definizioni di una volta – un organismo che mostrava ingestione, escrezione, metabolismo, riproduzione, eccetera – non valevano più. Era sempre possibile trovare delle eccezioni.<br>
Il gruppo aveva finalmente concluso che il segno distintivo della vita era la conversione di energia. Tutti gli organismi viventi, in un modo o nell’altro, assorbivano energia – come il nutrimento, o la luce del sole – la trasformavano in un’altra forma di energia. (L’eccezione a questa regola erano i virus, ma il gruppo era pronto a rispondere che i virus non erano esseri viventi.)<br>
Per la riunione successiva, s’invitò Leavitt a preparare una smentita della definizione. Quest’ultimo ci pensò una settimana e si presentò ai colleghi con tre oggetti: un pezzo di panno nero, un orologio e un blocco di granito. Li mise sul tavolo davanti al gruppo e disse: “Signori, eccovi tre esseri viventi.”<br>
Sfidò poi la squadra a dimostrare che viventi non erano. Mise al sole il pezzo di panno nero: che, naturalmente, si scaldò. Ecco, annunciò Leavitt, un esempio di conversione di energia: di energia radiante in calore.<br>
Gli obiettarono che quello era un puro e semplice assorbimento passivo di energia: non si poteva parlare di conversione. Poi aggiunsero che la conversione, se tale poteva essere chiamata, non era intenzionale. Non serviva a niente.<br>
“Come fate a sapere che non è intenzionale?” aveva ribattuto Leavitt.<br>
Presero poi in esame l’orologio. Leavitt indicò il quadrante radioattivo, che brillava nel buio. Era in atto un processo di decadimento, in virtù del quale si produceva la luce.<br>
Gli obiettarono che si trattava semplicemente di una liberazione di energia potenziale mantenuta in livelli elettronici instabili. Ma la confusione era aumentata; Leavitt aveva validi argomenti.<br>
Finalmente arrivarono al granito: “Questo è vivo,” disse Leavitt. “Vive, respira, cammina e parla. Solo che noi non possiamo vederlo, perché tutto questo accade troppo lentamente. La vita di una roccia dura tre miliardi di anni, la nostra solo sessanta o settanta. Non possiamo vedere quello che succede a questa roccia per la stessa ragione per cui non possiamo riconoscere il motivo di un disco suonato alla velocità di un giro ogni secolo. E la roccia, per parte sua, non s’accorge neppure della nostra esistenza, perché noi siamo vivi solo per un brevissimo istante della sua vita. Per lei, siamo come lampi nel buio.”<br>
Leavitt alzò l’orologio.<br>
La sua dimostrazione era abbastanza chiara, ed essi modificarono il proprio modo di pensare riguardo a un punto piuttosto importante. Era possibile, ammisero, non riuscire ad analizzare certe forme di vita. Era possibile non riuscire a fare il minimo progresso, il più piccolo passo avanti, in un’analisi del genere.</p>
<p style="text-align: right;">Tratto da <strong>Andromeda</strong>, di <strong>Michael Crichton</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://retroblog.dariustred.it/granito-vivente/">Granito vivente</a> sembra essere il primo su <a href="https://retroblog.dariustred.it">Darius Tred Retro Blog</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://retroblog.dariustred.it/granito-vivente/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">7425</post-id>	</item>
		<item>
		<title>La Teoria del Messaggero</title>
		<link>https://retroblog.dariustred.it/la-teoria-del-messaggero/</link>
					<comments>https://retroblog.dariustred.it/la-teoria-del-messaggero/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Darius Tred]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Mar 2024 22:07:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Estratti]]></category>
		<category><![CDATA[Lettura]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://retroblog.dariustred.it/?p=7349</guid>

					<description><![CDATA[<p>Leavitt sorrise. “La Teoria del Messaggero.” “Chissà,” disse Stone. La Teoria del Messaggero era stata elaborata da John R. Samuels, un tecnico delle comunicazioni. Parlando al Quinto Congresso Annuale sull’Aeronautica e le Comunicazioni, Samuels aveva passato in rassegna alcune teorie sul modo che avrebbe potuto scegliere una cultura estranea per mettersi in contatto con altre [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://retroblog.dariustred.it/la-teoria-del-messaggero/">La Teoria del Messaggero</a> sembra essere il primo su <a href="https://retroblog.dariustred.it">Darius Tred Retro Blog</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<a href="https://retroblog.dariustred.it/la-teoria-del-messaggero/"><img width="150" height="150" src="https://retroblog.dariustred.it/wp-content/uploads/2019/09/darius-tred-blog-retroblog-estratti-lettura-150x150.jpg" alt="La Teoria del Messaggero" align="left" style="margin: 0 20px 20px 0;max-width:100%;" /></a><p><img decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-4309" src="https://retroblog.dariustred.it/wp-content/uploads/2019/09/VirgoletteApertura.png" alt="darius tred, estratto" width="101" style="display:block;margin:10px auto;max-width:560px;max-width:100%;">Leavitt sorrise. “La Teoria del Messaggero.”</p>
<p>“Chissà,” disse Stone.</p>
<p>La Teoria del Messaggero era stata elaborata da John R. Samuels, un tecnico delle comunicazioni. Parlando al Quinto Congresso Annuale sull’Aeronautica e le Comunicazioni, Samuels aveva passato in rassegna alcune teorie sul modo che avrebbe potuto scegliere una cultura estranea per mettersi in contatto con altre culture. Nel campo della tecnologia terrestre, sosteneva Samuels, i concetti più avanzati in materia di comunicazione erano insufficienti, e culture più avanzate avrebbero trovato metodi migliori.</p>
<p>“Poniamo che una cultura desideri esplorare l’universo,” disse. “Poniamo che desideri fare una specie di ‘debutto in società’ su scala galattica: per dare ufficialmente l’annuncio della propria esistenza. Deve diffondere notizie, tracce, in ogni direzione. Qual è il modo migliore per far questo? Con la radio? Non direi: la radio è troppo lenta, troppo cara, e decade troppo in fretta. I segnali più forti s’indeboliscono dopo qualche miliardo di chilometri. Peggio ancora è la TV. I raggi luminosi sono carissimi da generare. Anche se s’imparasse a far esplodere astri interi, a far ‘brillare’ un sole come segnale, sarebbe sempre una spesa colossale.</p>
<p>“Oltre alle spese, tutti questi metodi presentano il tradizionale inconveniente di tutte le radiazioni, nelle quali l’intensità diminuisce con la distanza. La luce di una lampadina elettrica può essere insopportabile a tre metri; può essere forte a trecento; può essere visibile a trenta chilometri. Ma a tre milioni di chilometri è assolutamente invisibile, perché l’energia irraggiata diminuisce con la seconda potenza della distanza. Una semplice, insuperabile legge fisica.</p>
<p>“Proviamo dunque, per trasmettere il nostro segnale, a scartare la fisica e a ricorrere alla biologia. Proviamo a creare un sistema di comunicazioni che non diminuisce con la distanza ma che, anche a milioni di chilometri, conserva la stessa potenza che aveva all’origine.</p>
<p>“In breve, cerchiamo un organismo che possa portare il nostro messaggio. L’organismo si riprodurrà da solo, costerà poco e potrà essere ottenuto in un numero pressoché infinito di esemplari. Per qualche dollaro se ne potrebbero produrre miliardi, da inviare nello spazio in tutte le direzioni. Organismi robusti, ovviamente, capaci di svilupparsi, riprodursi, dividersi, nonostante i rigori dello spazio. In due o tre anni la galassia ne ospiterebbe un numero infinito: in viaggio in tutte le direzioni, in attesa di venire a contatto con una forma di vita.</p>
<p>“E quando questo si verificasse? Ogni singolo organismo avrebbe il potenziale per svilupparsi in un organo completo, o in un completo organismo. Essi comincerebbero, al primo contatto con la vita, a crescere fino a trasformarsi in un complesso meccanismo in grado di comunicare. Sarebbe come sparpagliare nello spazio un miliardo di cellule cerebrali, ciascuna delle quali capaci di trasformarsi, nelle giuste circostanze, in un cervello completo. Allora il cervello appena cresciuta si rivolgerà alla cultura nuova, informandola della presenza dell’altra e spiegando in qual modo si potrebbe venire a contatto.”</p>
<p>La teoria di Samuels dell’Organismo Messaggero fu giudicata divertente dagli scienziati; ma adesso era difficile scartarla a cuor leggero.</p>
<p>“Lei crede,” disse Stone, “che stia già sviluppandosi in una specie di organo di comunicazione?”</p>
<p style="text-align: right;">Tratto da <strong>Andromeda</strong>, di <strong>Michael Crichton</strong></p>
<p> </p>
<p>L'articolo <a href="https://retroblog.dariustred.it/la-teoria-del-messaggero/">La Teoria del Messaggero</a> sembra essere il primo su <a href="https://retroblog.dariustred.it">Darius Tred Retro Blog</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://retroblog.dariustred.it/la-teoria-del-messaggero/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>4</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">7349</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Il cuore pulsante del pensiero scientifico</title>
		<link>https://retroblog.dariustred.it/il-cuore-pulsante-del-pensiero-scientifico/</link>
					<comments>https://retroblog.dariustred.it/il-cuore-pulsante-del-pensiero-scientifico/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Darius Tred]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Jun 2023 20:13:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Estratti]]></category>
		<category><![CDATA[Lettura]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://retroblog.dariustred.it/?p=7242</guid>

					<description><![CDATA[<p>La realtà è una stratificazione lussureggiante: montagne innevate e foreste, lo sguardo degli amici, il rombo della metropolitana nelle sporche mattine d’inverno, la nostra sete irrequieta, il saltare delle dita sulla tastiera del portatile, il sapore del pane, il dolore del mondo, il cielo notturno, l’immensità delle stelle, Venere che brilla solitaria nel cielo blu [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://retroblog.dariustred.it/il-cuore-pulsante-del-pensiero-scientifico/">Il cuore pulsante del pensiero scientifico</a> sembra essere il primo su <a href="https://retroblog.dariustred.it">Darius Tred Retro Blog</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<a href="https://retroblog.dariustred.it/il-cuore-pulsante-del-pensiero-scientifico/"><img width="150" height="150" src="https://retroblog.dariustred.it/wp-content/uploads/2019/09/darius-tred-blog-retroblog-estratti-lettura-150x150.jpg" alt="Il cuore pulsante del pensiero scientifico" align="left" style="margin: 0 20px 20px 0;max-width:100%;" /></a><p><img decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-4309" src="https://retroblog.dariustred.it/wp-content/uploads/2019/09/VirgoletteApertura.png" alt="darius tred, estratto" width="101" style="display:block;margin:10px auto;max-width:560px;max-width:100%;">La realtà è una stratificazione lussureggiante: montagne innevate e foreste, lo sguardo degli amici, il rombo della metropolitana nelle sporche mattine d’inverno, la nostra sete irrequieta, il saltare delle dita sulla tastiera del portatile, il sapore del pane, il dolore del mondo, il cielo notturno, l’immensità delle stelle, Venere che brilla solitaria nel cielo blu oltremare del crepuscolo… Di questo pullulare caleidoscopico pensavamo aver trovato la trama di fondo, l’ordine nascosto dietro al velo disordinato delle apparenze. Era il tempo in cui il mondo sembrava semplice.</p>
<p>Ma le grandi speranze di noi minuscole creature mortali sono brevi sogni. La chiarezza concettuale della fisica classica è stata spazzata dai quanti. La realtà <em>non</em> è come la descrive la fisica classica.</p>
<p>E’ stato un risveglio brusco dal sonno felice in cui ci avevano cullato le illusioni del successo di Newton. Ma è un risveglio che ci riporta al cuore pulsante del pensiero scientifico, che non è fatto di certezze acquisite: è un pensiero in movimento continuo, la cui forza è la capacità di rimettere sempre in discussione ogni cosa e ripartire, di non aver paura di sovvertire un ordine del mondo per cercarne uno più efficace, e poi rimettere ancora tutto in discussione, sovvertire tutto di nuovo.</p>
<p>Non aver paura di ripensare il mondo è la forza della scienza: da quando Anassimandro ha eliminato le colonne su cui si appoggiava la Terra, Copernico l’ha lanciata a roteare nel cielo, Einstein ha sciolto la rigidità della geometria dello spazio e del tempo e Darwin ha smascherato l’illusione dell’alterità degli umani.</p>
<p style="text-align: right;">Tratto da <strong>Helgoland</strong> di <strong>Carlo Rovelli</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://retroblog.dariustred.it/il-cuore-pulsante-del-pensiero-scientifico/">Il cuore pulsante del pensiero scientifico</a> sembra essere il primo su <a href="https://retroblog.dariustred.it">Darius Tred Retro Blog</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://retroblog.dariustred.it/il-cuore-pulsante-del-pensiero-scientifico/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>10</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">7242</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Da non credere</title>
		<link>https://retroblog.dariustred.it/da-non-credere/</link>
					<comments>https://retroblog.dariustred.it/da-non-credere/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Darius Tred]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 May 2023 06:00:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Estratti]]></category>
		<category><![CDATA[Lettura]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://retroblog.dariustred.it/?p=7213</guid>

					<description><![CDATA[<p>Voi sapete che, di fronte a qualsiasi atto di fede, di fronte a qualsiasi decisione se credere o non credere, scatta un elemento psicologico. Credere è un verbo che io non ho mai amato e che, per quanto posso, mi rifiuto di condividere. Personalmente ho escluso dal mio linguaggio l’espressione “Io credo”. Ovvero non credo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://retroblog.dariustred.it/da-non-credere/">Da non credere</a> sembra essere il primo su <a href="https://retroblog.dariustred.it">Darius Tred Retro Blog</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<a href="https://retroblog.dariustred.it/da-non-credere/"><img width="150" height="150" src="https://retroblog.dariustred.it/wp-content/uploads/2019/09/darius-tred-blog-retroblog-estratti-lettura-150x150.jpg" alt="Da non credere" align="left" style="margin: 0 20px 20px 0;max-width:100%;" /></a><p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-4309" src="https://retroblog.dariustred.it/wp-content/uploads/2019/09/VirgoletteApertura.png" alt="darius tred, estratto" width="101" style="display:block;margin:10px auto;max-width:560px;max-width:100%;">Voi sapete che, di fronte a qualsiasi atto di fede, di fronte a qualsiasi decisione se credere o non credere, scatta un elemento psicologico. Credere è un verbo che io non ho mai amato e che, per quanto posso, mi rifiuto di condividere. Personalmente ho escluso dal mio linguaggio l’espressione “Io credo”. Ovvero non credo in niente. Altrimenti non farei il mestiere che faccio. Non farei il filologo, non farei lo psicologo, non farei il filosofo. Perché il credere è la sospensione della conoscenza. Credere è una cosa che fanno alcuni – tantissimi, la maggioranza, direi la stragrande maggioranza – e consiste nel decidere di avere ragione su un qualche argomento. “Io credo” vuol dire: “Stabilisco che ho ragione”. Posso aver ragione da solo, posso aver ragione in gruppo. Se sono coraggioso, ho ragione da solo: ad esempio, un altro psicologo del primo Novecento, Freud, austriaco, cominciò da solo a credere che esistesse l’inconscio. E ci costruì sopra una scienza. Un coraggioso, certamente.</p>
<p>Poi ci sono quelli che credono in gruppo. Ad esempio, una massa di gente crede che Dio sia maschio: non hanno le prove che Dio è maschio, l’hanno solo sentito dire, ma credono che sia maschio. E ci credono al punto da irritarsi se gli si propone qualche altra ipotesi sul sesso di Dio. Il che è normale, dato che nel momento in cui tu dici “Io credo”, ovvero “Io ho ragione”, dichiari implicitamente che chi non la pensa come te ha torto. A me sembra brutta, come posizione. C’è un bel proverbio: “Nella vita, o hai ragione o sei felice”. Se hai ragione, diventi aggressivo, come abbiamo visto, e chi è aggressivo, è certamente infelice. Lo si vede spesso nelle questioni religiose. La parola “ragione” sembrerebbe il diminutivo di “religione”. E infatti: se appartieni a una religione, sembra che tu debba aver ragione per forza – chi mai apparterrebbe a una religione che ha torto? Quindi se sei cattolico dai torti ai protestanti, agli ebrei e così via. E loro ti ricambiano nella stessa maniera. E’ una grande, millenaria induzione all’aggressività. […]</p>
<p>Innanzitutto, più credi e meno sai. Non può essere diversamente, perché se uno crede e vuole continuare a credere (cioè ad aver ragione) deve per forza escludere dal suo campo visivo le moltissime cose che possono fargli sospettare di avere torto. Deve rifiutarsi di saperle e dunque deve sapere di meno di un semplice non credente, che sta solo scoprendo il mondo.</p>
<p style="text-align: right;">Tratto da <strong>Dialoghi tra alieni</strong> di <strong>Stefano Bollani</strong>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://retroblog.dariustred.it/da-non-credere/">Da non credere</a> sembra essere il primo su <a href="https://retroblog.dariustred.it">Darius Tred Retro Blog</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://retroblog.dariustred.it/da-non-credere/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>26</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">7213</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Dalle nuvole</title>
		<link>https://retroblog.dariustred.it/dalle-nuvole/</link>
					<comments>https://retroblog.dariustred.it/dalle-nuvole/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Darius Tred]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 31 Dec 2022 06:35:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Estratti]]></category>
		<category><![CDATA[Lettura]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://retroblog.dariustred.it/?p=7168</guid>

					<description><![CDATA[<p>Non molti giorni dopo la festa, il ventuno del mese di Artemisio, apparve una visione miracolosa cui si stenterebbe a prestar fede; e in realtà io credo che ciò che sto per raccontare potrebbe apparire una favola, se non avesse da una parte il sostegno dei testimoni oculari, dall’altra la conferma delle sventure che seguirono. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://retroblog.dariustred.it/dalle-nuvole/">Dalle nuvole</a> sembra essere il primo su <a href="https://retroblog.dariustred.it">Darius Tred Retro Blog</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<a href="https://retroblog.dariustred.it/dalle-nuvole/"><img width="150" height="150" src="https://retroblog.dariustred.it/wp-content/uploads/2019/09/darius-tred-blog-retroblog-estratti-lettura-150x150.jpg" alt="Dalle nuvole" align="left" style="margin: 0 20px 20px 0;max-width:100%;" /></a><p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-4309" src="https://retroblog.dariustred.it/wp-content/uploads/2019/09/VirgoletteApertura.png" alt="darius tred, estratto" width="101" style="display:block;margin:10px auto;max-width:560px;max-width:100%;">Non molti giorni dopo la festa, il ventuno del mese di Artemisio, apparve una visione miracolosa cui si stenterebbe a prestar fede; e in realtà io credo che ciò che sto per raccontare potrebbe apparire una favola, se non avesse da una parte il sostegno dei testimoni oculari, dall’altra la conferma delle sventure che seguirono. Prima che il sole tramontasse, si videro in cielo su tutta la regione dei carri da guerra e schiere di armati che sbucavano dalle nuvole e circondavano le città. Inoltre, alla festa che si chiama la Pentecoste, i sacerdoti che erano entrati di notte nel tempio interno per celebrarvi i soliti riti riferirono di aver sentito prima una scossa e un colpo, e poi un insieme di voci che dicevano: “Da questo luogo noi ce ne andiamo”.</p>
<p style="text-align: right;">Tratto da <strong>Guerra Giudaica</strong>, di <strong>Giuseppe Flavio</strong>.</p>
<p><a href="https://amzn.to/3G7Tdyb" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright wp-image-4315 size-full" src="https://retroblog.dariustred.it/wp-content/uploads/2019/09/CompraSuAmazon.png" alt="" width="150" style="display:block;margin:10px auto;max-width:560px;max-width:100%;"></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://retroblog.dariustred.it/dalle-nuvole/">Dalle nuvole</a> sembra essere il primo su <a href="https://retroblog.dariustred.it">Darius Tred Retro Blog</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://retroblog.dariustred.it/dalle-nuvole/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">7168</post-id>	</item>
		<item>
		<title>La mela inesistente</title>
		<link>https://retroblog.dariustred.it/la-mela-inesistente/</link>
					<comments>https://retroblog.dariustred.it/la-mela-inesistente/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Darius Tred]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jun 2022 06:00:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Estratti]]></category>
		<category><![CDATA[Lettura]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://retroblog.dariustred.it/?p=7000</guid>

					<description><![CDATA[<p>“Nella Bibbia ebraica non esiste proprio, la famosa mela mangiata da Eva”. E da dove sbuca? “Il concetto è nato nel IV secolo dopo Cristo, quando Gerolamo ha tradotto la Bibbia in latino.” Sofronio Eusebio Gerolamo, noto come San Gerolamo: biblista, traduttore, teologo e monaco cristiano romano. Padre della Chiesa, e anche Dottore della Chiesa: [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://retroblog.dariustred.it/la-mela-inesistente/">La mela inesistente</a> sembra essere il primo su <a href="https://retroblog.dariustred.it">Darius Tred Retro Blog</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<a href="https://retroblog.dariustred.it/la-mela-inesistente/"><img width="150" height="150" src="https://retroblog.dariustred.it/wp-content/uploads/2019/09/darius-tred-blog-retroblog-estratti-lettura-150x150.jpg" alt="La mela inesistente" align="left" style="margin: 0 20px 20px 0;max-width:100%;" /></a><p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-4309" src="https://retroblog.dariustred.it/wp-content/uploads/2019/09/VirgoletteApertura.png" alt="darius tred, estratto" width="101" style="display:block;margin:10px auto;max-width:560px;max-width:100%;">“Nella Bibbia ebraica non esiste proprio, la famosa mela mangiata da Eva”.<br>
E da dove sbuca?<br>
“Il concetto è nato nel IV secolo dopo Cristo, quando Gerolamo ha tradotto la Bibbia in latino.”<br>
Sofronio Eusebio Gerolamo, noto come San Gerolamo: biblista, traduttore, teologo e monaco cristiano romano. Padre della Chiesa, e anche Dottore della Chiesa: tradusse in latino parte dell’Antico Testamento, partendo però dal testo che era stato riscritto, in greco, dagli ebrei della colonia di Elefantina, in Egitto. Tutta sua, dunque, l’invenzione della mela? Forse è più giusto dire che si è trattato di un clamoroso equivoco.<br>
“Parlando dell’Albero del Bene e del Male, Gerolamo ha usato ovviamente il termine latino ‘malum’, che ha un doppio significato: vuol dire sia il ‘male’ che, appunto ‘melo’ “.<br>
Hai voglia, poi, a fermare il passaparola.<br>
“Da quel momento in avanti si è cominciato a parlare della mela, che successivamente è entrata in modo definitivo nella tradizione”.<br>
Si può davvero perdere il paradiso per colpa di una mela?<br>
“No, infatti: nell’ebraico antico, ‘mangiare il frutto’ non vuol dire cibarsi di frutta. Significa consumare l’atto sessuale”.</p>
<p style="text-align: right;">Tratto da <strong>La bibbia nuda</strong> di <strong>Giorgio Cattaneo</strong> e <strong>Mauro Biglino</strong>.</p>
<p><a href="https://amzn.to/3OaVdIJ" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright wp-image-4315 size-full" src="https://retroblog.dariustred.it/wp-content/uploads/2019/09/CompraSuAmazon.png" alt="" width="150" style="display:block;margin:10px auto;max-width:560px;max-width:100%;"></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://retroblog.dariustred.it/la-mela-inesistente/">La mela inesistente</a> sembra essere il primo su <a href="https://retroblog.dariustred.it">Darius Tred Retro Blog</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://retroblog.dariustred.it/la-mela-inesistente/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>2</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">7000</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Feaci</title>
		<link>https://retroblog.dariustred.it/feaci/</link>
					<comments>https://retroblog.dariustred.it/feaci/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Darius Tred]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Jun 2022 21:34:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Estratti]]></category>
		<category><![CDATA[Lettura]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://retroblog.dariustred.it/?p=6998</guid>

					<description><![CDATA[<p>Elena andrò a un’altra pagina contrassegnata dell’Odissea. “Poco dopo aver lasciato l’Ade, Ulisse finisce in uno strano regno perduto, un regno abitato da uomini lontani da tutto, e nessuno degli altri mortali giunge da loro. Questo popolo – i feaci – possedeva una misteriosa tecnologia avanzata. Le loro navi, rapide come falchi, che degli uccelli [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://retroblog.dariustred.it/feaci/">Feaci</a> sembra essere il primo su <a href="https://retroblog.dariustred.it">Darius Tred Retro Blog</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<a href="https://retroblog.dariustred.it/feaci/"><img width="150" height="150" src="https://retroblog.dariustred.it/wp-content/uploads/2019/09/darius-tred-blog-retroblog-estratti-lettura-150x150.jpg" alt="Feaci" align="left" style="margin: 0 20px 20px 0;max-width:100%;" /></a><p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-4309" src="https://retroblog.dariustred.it/wp-content/uploads/2019/09/VirgoletteApertura.png" alt="darius tred, estratto" width="101" style="display:block;margin:10px auto;max-width:560px;max-width:100%;">Elena andrò a un’altra pagina contrassegnata dell’<em>Odissea</em>.</p>
<p>“Poco dopo aver lasciato l’Ade, Ulisse finisce in uno strano regno perduto, un regno abitato da <em>uomini lontani da tutto, e nessuno degli altri mortali giunge da loro</em>. Questo popolo – i feaci – possedeva una misteriosa tecnologia avanzata. Le loro navi, rapide come <em>falchi, che degli uccelli sono i più veloci</em>, erano capaci di navigare in autonomia. Era sufficiente impostare la rotta, e quelle ti portavano a destinazione. Infatti è proprio a bordo di una nave feace che Ulisse riesce finalmente a tornare a casa.”</p>
<p>Nehir la zittì con un gesto della mano. “Adesso ho capito. Tu credi che quel traditore di Hunayn stesse cercando i <em>feaci</em>. Perché?”</p>
<p>“Ricordi i cani d’oro e d’argento creati da Efesto? Nell’<em>Odissea</em> si dice che il dio li dona ad Alcinoo, il re dei feaci.”</p>
<p>Nehir era perplessa.</p>
<p>“Abbiamo un dio che regala automi e chissà cos’altro a un popolo sconosciuto. Hunayn doveva essersi incuriosito. Lui e i suoi fratelli erano alla continua ricerca di conoscenze perdute di altri regni. Del resto, Hunayn si era messo in viaggio perché era stato incaricato di raccogliere informazioni sul popolo che nel suo diario definisce <em>il grande nemico del tempo di Omero</em>, un popolo che aveva annientato tre civiltà in un colpo solo. Chi avrebbe potuto avere la forza e la tecnologia necessarie per compiere un’impresa simile?”</p>
<p>“I feaci”, disse Nehir, fissandola negli occhi.</p>
<p style="text-align: right;">Tratto da <strong>L’ultima odissea</strong> di <strong>James Rollins</strong>.</p>
<p><a href="https://amzn.to/3xmF2B2" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright wp-image-4315 size-full" src="https://retroblog.dariustred.it/wp-content/uploads/2019/09/CompraSuAmazon.png" alt="" width="150" style="display:block;margin:10px auto;max-width:560px;max-width:100%;"></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://retroblog.dariustred.it/feaci/">Feaci</a> sembra essere il primo su <a href="https://retroblog.dariustred.it">Darius Tred Retro Blog</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://retroblog.dariustred.it/feaci/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">6998</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Dominio batterico</title>
		<link>https://retroblog.dariustred.it/dominio-batterico/</link>
					<comments>https://retroblog.dariustred.it/dominio-batterico/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Darius Tred]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Jan 2022 06:00:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Estratti]]></category>
		<category><![CDATA[Lettura]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://retroblog.dariustred.it/?p=6779</guid>

					<description><![CDATA[<p>Da anni geologi, climatologi ed ecologi discutono sulla possibilità di decretare l’inizio di una nuova era intitolata all’uomo, l’Antropocene, per rimarcare il fatto che, a forza di produrre e riprodurci, costruire e inquinare, stiamo cambiando il pianeta più di quanto non facciano gli agenti naturali. […] Ma a pensarci bene aveva ragione il grande biologo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://retroblog.dariustred.it/dominio-batterico/">Dominio batterico</a> sembra essere il primo su <a href="https://retroblog.dariustred.it">Darius Tred Retro Blog</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<a href="https://retroblog.dariustred.it/dominio-batterico/"><img width="150" height="150" src="https://retroblog.dariustred.it/wp-content/uploads/2019/09/darius-tred-blog-retroblog-estratti-lettura-150x150.jpg" alt="Dominio batterico" align="left" style="margin: 0 20px 20px 0;max-width:100%;" /></a><p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-4309" src="https://retroblog.dariustred.it/wp-content/uploads/2019/09/VirgoletteApertura.png" alt="darius tred, estratto" width="101" style="display:block;margin:10px auto;max-width:560px;max-width:100%;">Da anni geologi, climatologi ed ecologi discutono sulla possibilità di decretare l’inizio di una nuova era intitolata all’uomo, l’Antropocene, per rimarcare il fatto che, a forza di produrre e riprodurci, costruire e inquinare, stiamo cambiando il pianeta più di quanto non facciano gli agenti naturali. […] Ma a pensarci bene aveva ragione il grande biologo evoluzionista Stephen Gould quando nel 1996 scriveva che viviamo piuttosto nell’Età dei batteri, e che il nostro pianeta è sempre stato nell’Età dei batteri. […]</p>
<p>Ed ecco elencati alcuni dei criteri usati per dimostrare il predominio batterico, con alcuni aggiornamenti rispetto al quadro tracciato oltre vent’anni fa da Gould. Criterio numero uno, il tempo. Le testimonianze fossili della vita iniziano con i batteri almeno tre miliardi e mezzo di anni fa, mentre le più elaborate cellule eucariotiche fanno la prima comparsa circa un miliardo e ottocento milioni di anni fa. I primi animali multicellulari arrivano ben dopo, circa seicento milioni di anni fa. Quanto agli uomini, be’, la nostra specie è qui da un battito di ciglia, diciamo trecentomila anni. Criterio numero due, l’indistruttibilità: i batteri sono così numerosi e diversificati, vivono in una tale varietà di ambienti e funzionano con tipi di metabolismo così differenti, che nemmeno le peggiori capacità distruttive della civiltà umana potranno scalfirli. Criterio numero tre, l’ubiquità: si trovano in tutti gli habitat, dalle pozze dei ghiacciai ai camini dei fondali oceanici da cui sgorga acqua caldissima, oltre che addosso e dentro agli altri organismi viventi. Ognuno di noi è per metà a componente batterica. […] Criterio numero quattro, la tassonomia: se si guarda la versione più aggiornata dell’albero della vita, che mette in ordine tutti i rami degli esseri viventi, si resta stupefatti. Abbiamo già detto che gli organismi le cui cellule sono dotate di nucleo sono detti eucarioti. Ebbene tutti gli eucarioti, che comprendono insieme animali e vegetali, dall’uomo ai muschi, se ne stanno raggruppati su un esile ramoscello. Di fianco a loro c’è il ramo degli archeobatteri. Ma sopra c’è un’impressionante esplosione di biodiversità batterica che mette in ombra tutto il resto del vivente. Una vera foresta. A fare i conti ci ha pensato un’altra ricerca recente: secondo i calcoli di alcuni scienziati la Terra ospiterebbe mille miliardi di specie microbiche, e noi ne conosciamo appena lo 0,001%.</p>
<p>Ecco infine il quinto e ultimo criterio gouldiano: l’utilità. Prima che ci fossero le piante, è stata la fotosintesi batterica a regalare all’atmosfera l’ossigeno primordiale. Senza la flora microbica non potremmo assorbire bene il cibo che ingeriamo. Senza i batteri che vivono in simbiosi con l’apparato radicale, i legumi non potrebbero fissare l’azoto. Sono ancora una volta i microrganismi a chiudere il ciclo della vita, decomponendo la materia organica morta. Tutte le nostre cellule respirano grazie a organelli detti mitocondri, che in origine dovevano essere microbi. Un’alleanza simile avrebbe dotato le cellule vegetali dei cloroplasti per la fotosintesi clorofilliana. […] Ma quello che ci interessa maggiormente ora è che le fondamenta della genetica e della biologia molecolare poggiano anch’esse su esperimenti eseguiti sui batteri.</p>
<p style="text-align: right;">Tratto da <strong>E l’uomo creò l’uomo</strong> di <strong>Anna Meldolesi</strong></p>
<p style="text-align: right;"><strong><a href="https://amzn.to/334qGuf" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-4315 size-full" src="https://retroblog.dariustred.it/wp-content/uploads/2019/09/CompraSuAmazon.png" alt="" width="150" style="display:block;margin:10px auto;max-width:560px;max-width:100%;"></a></strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://retroblog.dariustred.it/dominio-batterico/">Dominio batterico</a> sembra essere il primo su <a href="https://retroblog.dariustred.it">Darius Tred Retro Blog</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://retroblog.dariustred.it/dominio-batterico/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">6779</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Qualcos&#8217;altro</title>
		<link>https://retroblog.dariustred.it/qualcos-altro/</link>
					<comments>https://retroblog.dariustred.it/qualcos-altro/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Darius Tred]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Dec 2021 06:00:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Estratti]]></category>
		<category><![CDATA[Lettura]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://retroblog.dariustred.it/?p=6723</guid>

					<description><![CDATA[<p>La vostra anima è perfetta; quando non è più imprigionata dentro il corpo, nulla le impedisce di viaggiare nell’universo, visitando luoghi che la vostra mente non è neppure in grado di immaginare. Come posso aiutarvi a comprendere questa sensazione fantastica? Non è possibile esprimerla a parole; non ve la posso spiegare e voi non la [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://retroblog.dariustred.it/qualcos-altro/">Qualcos&#8217;altro</a> sembra essere il primo su <a href="https://retroblog.dariustred.it">Darius Tred Retro Blog</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<a href="https://retroblog.dariustred.it/qualcos-altro/"><img width="150" height="150" src="https://retroblog.dariustred.it/wp-content/uploads/2019/09/darius-tred-blog-retroblog-estratti-lettura-150x150.jpg" alt="Qualcos&#8217;altro" align="left" style="margin: 0 20px 20px 0;max-width:100%;" /></a><p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-4309" src="https://retroblog.dariustred.it/wp-content/uploads/2019/09/VirgoletteApertura.png" alt="darius tred, estratto" width="101" style="display:block;margin:10px auto;max-width:560px;max-width:100%;">La vostra anima è perfetta; quando non è più imprigionata dentro il corpo, nulla le impedisce di viaggiare nell’universo, visitando luoghi che la vostra mente non è neppure in grado di immaginare. Come posso aiutarvi a comprendere questa sensazione fantastica? Non è possibile esprimerla a parole; non ve la posso spiegare e voi non la potrete comprendere a meno che non l’abbiate sperimentata direttamente. Nella maggior parte dei casi, bisogna aspettare di morire per poterlo fare.</p>
<p>Nell’ora della morte non siamo soli; nel nostro viaggio dalla terra al Cielo, siamo accompagnati dagli angeli e dagli spiriti dei nostri cari deceduti prima di noi. Non proverete neppure per un attimo il desiderio di ritornare. E perché dovreste mai voler rientrare dentro un corpo umano, dal momento che non esiste più dolore, non esistono più lacrime, non esiste più tristezza? E’ questo il motivo per il quale chi muore non vuol più ritornare. L’unica cosa che può spingere l’anima a rientrare nel corpo è la volontà di Dio, semplicemente se non è ancora giunto il momento di abbandonare la dimensione terrena.</p>
<p>Poiché la nostra è diventata un società molto materialista, ci ritroviamo spesso a pensare alla morte in questi termini: “Ma è mai possibile che la morte non sia solo un corpo che va in putrefazione, e che ci sia dunque qualcos’altro?”. Vi garantisco che c’è qualcos’altro; c’è molto, molto di più. Mi auguro di riuscire a trasmettere questo insegnamento attraverso i libri che scrivo, aiutando così le persone a capire. Dovete credere che c’è davvero molto di più, anche se in questo momento non sono in grado di dimostrarvelo o di darvi un segno: per chi muore, si tratta di una realtà inconfutabile. Alcuni penseranno che sia troppo tardi dover aspettare di morire per averne la prova. In realtà, questa prova viene fornita a tutti mentre sono in vita, ma talvolta si fa molta fatica a guardare e ad ascoltare attentamente per poterla discernere.</p>
<p style="text-align: right;"><em>Tratto da <strong>Un angelo tra i capelli</strong> di <strong>Lorna Byrne</strong></em></p>
<p><a href="https://amzn.to/3GhY2U8" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright wp-image-4315 size-full" src="https://retroblog.dariustred.it/wp-content/uploads/2019/09/CompraSuAmazon.png" alt="" width="150" style="display:block;margin:10px auto;max-width:560px;max-width:100%;"></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://retroblog.dariustred.it/qualcos-altro/">Qualcos&#8217;altro</a> sembra essere il primo su <a href="https://retroblog.dariustred.it">Darius Tred Retro Blog</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://retroblog.dariustred.it/qualcos-altro/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">6723</post-id>	</item>
	</channel>
</rss>

<!--
Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: https://www.boldgrid.com/w3-total-cache/?utm_source=w3tc&utm_medium=footer_comment&utm_campaign=free_plugin

Page Caching using Disk: Enhanced 
Content Delivery Network via N/A
Database Caching 98/163 queries in 0.039 seconds using Disk

Served from: retroblog.dariustred.it @ 2026-04-14 06:26:30 by W3 Total Cache
-->