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	Commenti a: La trama debole di Joel	</title>
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	<description>Note, pensieri, curiosità e riflessioni su scrittura, lettura, narrativa. E molto, molto altro...</description>
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		<title>
		Di: Darius Tred		</title>
		<link>https://retroblog.dariustred.it/la-trama-debole-di-joel/#comment-1444</link>

		<dc:creator><![CDATA[Darius Tred]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Jun 2023 17:31:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://retroblog.dariustred.it/la-trama-debole-di-joel/#comment-1439&quot;&gt;Barbara&lt;/a&gt;.

Appunto! Non vuoi lasciar loro qualche libro da sminuzzare per riscaldare la loro tana? :-D]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://retroblog.dariustred.it/la-trama-debole-di-joel/#comment-1439">Barbara</a>.</p>
<p>Appunto! Non vuoi lasciar loro qualche libro da sminuzzare per riscaldare la loro tana? 😀</p>
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		<title>
		Di: Barbara		</title>
		<link>https://retroblog.dariustred.it/la-trama-debole-di-joel/#comment-1439</link>

		<dc:creator><![CDATA[Barbara]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Jun 2023 15:50:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://retroblog.dariustred.it/la-trama-debole-di-joel/#comment-1429&quot;&gt;Darius Tred&lt;/a&gt;.

No dai, gli vogliamo bene agli scoiattoli del bookcrossing, su! :D]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://retroblog.dariustred.it/la-trama-debole-di-joel/#comment-1429">Darius Tred</a>.</p>
<p>No dai, gli vogliamo bene agli scoiattoli del bookcrossing, su! 😀</p>
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		<title>
		Di: fabio painnet blade		</title>
		<link>https://retroblog.dariustred.it/la-trama-debole-di-joel/#comment-1434</link>

		<dc:creator><![CDATA[fabio painnet blade]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Jun 2023 19:07:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[L&#039;interessante esperimento che mi hai suggerito di leggere, svela alcune incongruenze di sistema, non si addentra però nel merito della questione  dei parametri (Lo so, lo so. E&#039; una brutta parola) . Il mio intento, forse velleitario, vorrebbe essere invece quello di superare il cd schema del &#039;consenso&#039; , anche se da quello dipende poi l&#039;agognato successo di un autore. Più che di successo, tuttavia, mi piacerebbe parlare di qualità, e le due cose non sempre coincidono. A mio avviso, messa da parte l&#039;onestà intellettuale, bisogna tirarsi fuori dalla pericolosa logica dell&#039;approvazione facile , che poi non è altro che un tele-voto letterario e innalza la quantità a valore riconosciuto; il sistema di valutazione che intendo io, invece, vorrebbe indicare un procedimento selettivo che parta dal basso, nel senso che due capolavori, o perfino due ottimi testi (così come due o più opere d&#039;arte) non possono essere sottoposti a graduatoria e fin qui siamo tutti d&#039;accordo. Che significa allora &#039;dal basso&#039;? Significa che, l&#039;eventuale introduzione di parametri potrebbe casomai permettere una significativa scrematura   rispetto a tutto  ciò che non può proprio essere confuso con un lavoro di qualità. Non si tratta allora di definire un campione, un&#039;eccellenza, ma di provare a indicare chiaramente ciò che &#039;capolavoro&#039; non è né mai potrà essere, partendo dal presupposto che il talento artistico è un bene pregiato  e che quindi non si trovi agli angoli delle strade. Il problema è dunque quello di riuscire a estrarlo da una vena  coperta da montagne e montagne di materiale inerte, che poi sarebbe quello prodotto in quantità oceaniche dal popolo degli aspiranti scrittori. Il concetto si rifà alla &lt;strong&gt; parodia del minatore &lt;/strong&gt; di cui scrivo qualcosetta  qui: https://arteeordineanarchico.blogspot.com/2023/06/banale-inconcludente-consueto.html]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;interessante esperimento che mi hai suggerito di leggere, svela alcune incongruenze di sistema, non si addentra però nel merito della questione  dei parametri (Lo so, lo so. E&#8217; una brutta parola) . Il mio intento, forse velleitario, vorrebbe essere invece quello di superare il cd schema del &#8216;consenso&#8217; , anche se da quello dipende poi l&#8217;agognato successo di un autore. Più che di successo, tuttavia, mi piacerebbe parlare di qualità, e le due cose non sempre coincidono. A mio avviso, messa da parte l&#8217;onestà intellettuale, bisogna tirarsi fuori dalla pericolosa logica dell&#8217;approvazione facile , che poi non è altro che un tele-voto letterario e innalza la quantità a valore riconosciuto; il sistema di valutazione che intendo io, invece, vorrebbe indicare un procedimento selettivo che parta dal basso, nel senso che due capolavori, o perfino due ottimi testi (così come due o più opere d&#8217;arte) non possono essere sottoposti a graduatoria e fin qui siamo tutti d&#8217;accordo. Che significa allora &#8216;dal basso&#8217;? Significa che, l&#8217;eventuale introduzione di parametri potrebbe casomai permettere una significativa scrematura   rispetto a tutto  ciò che non può proprio essere confuso con un lavoro di qualità. Non si tratta allora di definire un campione, un&#8217;eccellenza, ma di provare a indicare chiaramente ciò che &#8216;capolavoro&#8217; non è né mai potrà essere, partendo dal presupposto che il talento artistico è un bene pregiato  e che quindi non si trovi agli angoli delle strade. Il problema è dunque quello di riuscire a estrarlo da una vena  coperta da montagne e montagne di materiale inerte, che poi sarebbe quello prodotto in quantità oceaniche dal popolo degli aspiranti scrittori. Il concetto si rifà alla <strong> parodia del minatore </strong> di cui scrivo qualcosetta  qui: <a href="https://arteeordineanarchico.blogspot.com/2023/06/banale-inconcludente-consueto.html" rel="nofollow ugc">https://arteeordineanarchico.blogspot.com/2023/06/banale-inconcludente-consueto.html</a></p>
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		<title>
		Di: Darius Tred		</title>
		<link>https://retroblog.dariustred.it/la-trama-debole-di-joel/#comment-1433</link>

		<dc:creator><![CDATA[Darius Tred]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 Jun 2023 20:20:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://retroblog.dariustred.it/la-trama-debole-di-joel/#comment-1432&quot;&gt;f p blade&lt;/a&gt;.

Più che di parametri, io parlerei di onestà intellettuale. 
Quindi penso che si possa valutare obiettivamente un&#039;opera semplicemente applicando una buona dose di onestà intellettuale soprattutto con sé stessi e poi, naturalmente, con i propri interlocutori.

Poi si possono anche fare valutazioni sbagliate, ma un conto è sbagliarle in buona fede, un altro è sbagliarle perché si segue la massa e il trend del momento.

Il giudizio resta più spontaneo quando non ci sono di mezzo nomi di un certo calibro, che intimano inconsciamente una sorta di timore reverenziale a prescindere.

Anni fa ho partecipato a questo curioso esperimento: una blogger aveva preso un brano scritto da Carver, lo stesso brano editato da Lish, il suo editor &quot;ufficiale&quot; e lo stesso brano editato da un editor anonimo. Con un curioso (diabolico) dettaglio: le 3 versioni dello stesso brano erano state mostrate ai commentatori senza specificare l&#039;autore, cioè senza dire quale versione fosse quella ufficiale di Carver, quale quella editata da Lish e quale quella editata dall&#039;editor anonimo. L&#039;esperimento? I commentatori dovevano semplicemente dire quale versione fosse la migliore, secondo il proprio personale giudizio.

Ebbene, i lettori hanno preferito l&#039;originale di Carver, reputandola come la versione meglio riuscita. Ma la cosa ancora più curiosa è che, dei due editing proposti, quello &quot;bocciato&quot; cioè reputato peggiore è stato proprio quello ufficiale di Lish.

(Se ti interessa approfondire questo esperimento, lo trovi qui: https://trentunodicembre.blogspot.com/2017/02/3-versioni-2-editor-1-brano-rewind.html ) 

E&#039; passato qualche anno e ora posso dirlo: l&#039;editor anonimo ero io.
Dunque, che conclusioni dovremmo trarre? Che Darius Tred è un buon editor, almeno di livello pari a Lish? No. Certo che no: Darius Tred non è nemmeno un editor.

Che gli editor non servono a nulla? Ni. Io credo che ci siano autori che abbiano un bisogno deciso di editing (ma dell&#039;editor giusto); e autori a cui bastano un paio di lettori-beta molto attenti e scrupolosi.

Nel caso di Joel Dicker sono mancati sia gli uni che gli altri, tanto che gli strafalcioni sono stati notati da una vasta platea di lettori. (Qui trovi un altro post più autorevole del mio: https://scriverevivere.it/2015/04/disimparare-scrivere-da-harry-quebert/) 

Ma nonostante tutto, come abbiamo visto, per qualche misterioso meccanismo (che forse tu conosci molto meglio di me), questo romanzo non solo ha avuto un certo successo, ma ne hanno tratto persino una serie tv.

Mi viene da pensare che persino gli sceneggiatori non abbiano avuto quel minimo di onestà intellettuale di cui sopra: e quindi hanno seguito il trend del momento. Il romanzo è di successo? Allora lo sarà anche la serie. Chi se ne frega della trama debole e raffazzonata. Chi se ne frega dei cliché triti e ritriti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://retroblog.dariustred.it/la-trama-debole-di-joel/#comment-1432">f p blade</a>.</p>
<p>Più che di parametri, io parlerei di onestà intellettuale.<br />
Quindi penso che si possa valutare obiettivamente un&#8217;opera semplicemente applicando una buona dose di onestà intellettuale soprattutto con sé stessi e poi, naturalmente, con i propri interlocutori.</p>
<p>Poi si possono anche fare valutazioni sbagliate, ma un conto è sbagliarle in buona fede, un altro è sbagliarle perché si segue la massa e il trend del momento.</p>
<p>Il giudizio resta più spontaneo quando non ci sono di mezzo nomi di un certo calibro, che intimano inconsciamente una sorta di timore reverenziale a prescindere.</p>
<p>Anni fa ho partecipato a questo curioso esperimento: una blogger aveva preso un brano scritto da Carver, lo stesso brano editato da Lish, il suo editor &#8220;ufficiale&#8221; e lo stesso brano editato da un editor anonimo. Con un curioso (diabolico) dettaglio: le 3 versioni dello stesso brano erano state mostrate ai commentatori senza specificare l&#8217;autore, cioè senza dire quale versione fosse quella ufficiale di Carver, quale quella editata da Lish e quale quella editata dall&#8217;editor anonimo. L&#8217;esperimento? I commentatori dovevano semplicemente dire quale versione fosse la migliore, secondo il proprio personale giudizio.</p>
<p>Ebbene, i lettori hanno preferito l&#8217;originale di Carver, reputandola come la versione meglio riuscita. Ma la cosa ancora più curiosa è che, dei due editing proposti, quello &#8220;bocciato&#8221; cioè reputato peggiore è stato proprio quello ufficiale di Lish.</p>
<p>(Se ti interessa approfondire questo esperimento, lo trovi qui: <a href="https://trentunodicembre.blogspot.com/2017/02/3-versioni-2-editor-1-brano-rewind.html" rel="nofollow ugc">https://trentunodicembre.blogspot.com/2017/02/3-versioni-2-editor-1-brano-rewind.html</a> ) </p>
<p>E&#8217; passato qualche anno e ora posso dirlo: l&#8217;editor anonimo ero io.<br />
Dunque, che conclusioni dovremmo trarre? Che Darius Tred è un buon editor, almeno di livello pari a Lish? No. Certo che no: Darius Tred non è nemmeno un editor.</p>
<p>Che gli editor non servono a nulla? Ni. Io credo che ci siano autori che abbiano un bisogno deciso di editing (ma dell&#8217;editor giusto); e autori a cui bastano un paio di lettori-beta molto attenti e scrupolosi.</p>
<p>Nel caso di Joel Dicker sono mancati sia gli uni che gli altri, tanto che gli strafalcioni sono stati notati da una vasta platea di lettori. (Qui trovi un altro post più autorevole del mio: <a href="https://scriverevivere.it/2015/04/disimparare-scrivere-da-harry-quebert/" rel="nofollow ugc">https://scriverevivere.it/2015/04/disimparare-scrivere-da-harry-quebert/</a>) </p>
<p>Ma nonostante tutto, come abbiamo visto, per qualche misterioso meccanismo (che forse tu conosci molto meglio di me), questo romanzo non solo ha avuto un certo successo, ma ne hanno tratto persino una serie tv.</p>
<p>Mi viene da pensare che persino gli sceneggiatori non abbiano avuto quel minimo di onestà intellettuale di cui sopra: e quindi hanno seguito il trend del momento. Il romanzo è di successo? Allora lo sarà anche la serie. Chi se ne frega della trama debole e raffazzonata. Chi se ne frega dei cliché triti e ritriti.</p>
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		<title>
		Di: f p blade		</title>
		<link>https://retroblog.dariustred.it/la-trama-debole-di-joel/#comment-1432</link>

		<dc:creator><![CDATA[f p blade]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 Jun 2023 17:46:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Tornando al tuo quesito iniziale, Darius, siccome affermi che un libro si può valutare obiettivamente, potresti indicarmi uno o due parametri assolutamente non-interpretabili e dunque non negoziabili come tali?. Partendo, ovviamente, da qualità grammaticale e correttezza delle eventuali citazioni o tesi scientifiche proposte dall&#039;autore, nel senso che non si può più parlare di schemi e idee valide cent&#039;anni fa e oggi fuori corso. E quindi, per il resto?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tornando al tuo quesito iniziale, Darius, siccome affermi che un libro si può valutare obiettivamente, potresti indicarmi uno o due parametri assolutamente non-interpretabili e dunque non negoziabili come tali?. Partendo, ovviamente, da qualità grammaticale e correttezza delle eventuali citazioni o tesi scientifiche proposte dall&#8217;autore, nel senso che non si può più parlare di schemi e idee valide cent&#8217;anni fa e oggi fuori corso. E quindi, per il resto?</p>
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		<title>
		Di: Darius Tred		</title>
		<link>https://retroblog.dariustred.it/la-trama-debole-di-joel/#comment-1429</link>

		<dc:creator><![CDATA[Darius Tred]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Jun 2023 20:15:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://retroblog.dariustred.it/la-trama-debole-di-joel/#comment-1428&quot;&gt;Barbara&lt;/a&gt;.

Quindi ti ho fatto risparmiare la lettura di 800 pagine. Quasi quasi te lo spedisco a casa in una busta colore verde-multa. Così lo metti in una di quelle casette per gli scoiattoli del bookcrossing.
Così la gente, trovandone più copie, comincia a farsi qualche domanda, anche se ormai possiamo dire che sia un romanzo un po&#039; datato.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://retroblog.dariustred.it/la-trama-debole-di-joel/#comment-1428">Barbara</a>.</p>
<p>Quindi ti ho fatto risparmiare la lettura di 800 pagine. Quasi quasi te lo spedisco a casa in una busta colore verde-multa. Così lo metti in una di quelle casette per gli scoiattoli del bookcrossing.<br />
Così la gente, trovandone più copie, comincia a farsi qualche domanda, anche se ormai possiamo dire che sia un romanzo un po&#8217; datato.</p>
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		<title>
		Di: Barbara		</title>
		<link>https://retroblog.dariustred.it/la-trama-debole-di-joel/#comment-1428</link>

		<dc:creator><![CDATA[Barbara]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Jun 2023 14:33:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La signora in giallo? Ho è Happy Days quello? C&#039;è pure Sottiletta! XD
Beh, La signora in giallo non l&#039;ho visto, lo davano sempre ad orari impervi per me. Ho visto Twin Peaks e probabilmente ero troppo giovane per capirlo. Avevo anche letto (cocciuta come il mio solito) pure Il diario di Laura Palmer, per cercare di capirci qualcosa... niente. Ha solo aggiunto più confusione. Più o meno come la serie Lost, che ho guardato a tratti (saltando qualche episodio mi pareva di capirci di più), ma alla fine mi ha lasciato la sensazione che manco gli sceneggiatori sapessero come chiudere il tutto.
Non ho letto La verità sul caso Harry Quebert, ho visto la serie tv (e solo perché c&#039;era il dottor Stranamore di Grey&#039;s Anatomy, Patrick Dempsey, ovviamente) e non mi pareva malaccio. Sembrava mancare qualcosina ed ero tentata di leggere il romanzo, per altro è disponibile in una delle casette di libri del bookcrossing di quartiere, l&#039;ho visto. Ma ho detto &quot;ero&quot; perché dopo la tua non-recensione penso proprio di lasciarlo dentro la casetta, al calduccio... :D]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La signora in giallo? Ho è Happy Days quello? C&#8217;è pure Sottiletta! XD<br />
Beh, La signora in giallo non l&#8217;ho visto, lo davano sempre ad orari impervi per me. Ho visto Twin Peaks e probabilmente ero troppo giovane per capirlo. Avevo anche letto (cocciuta come il mio solito) pure Il diario di Laura Palmer, per cercare di capirci qualcosa&#8230; niente. Ha solo aggiunto più confusione. Più o meno come la serie Lost, che ho guardato a tratti (saltando qualche episodio mi pareva di capirci di più), ma alla fine mi ha lasciato la sensazione che manco gli sceneggiatori sapessero come chiudere il tutto.<br />
Non ho letto La verità sul caso Harry Quebert, ho visto la serie tv (e solo perché c&#8217;era il dottor Stranamore di Grey&#8217;s Anatomy, Patrick Dempsey, ovviamente) e non mi pareva malaccio. Sembrava mancare qualcosina ed ero tentata di leggere il romanzo, per altro è disponibile in una delle casette di libri del bookcrossing di quartiere, l&#8217;ho visto. Ma ho detto &#8220;ero&#8221; perché dopo la tua non-recensione penso proprio di lasciarlo dentro la casetta, al calduccio&#8230; 😀</p>
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		<title>
		Di: f p blade		</title>
		<link>https://retroblog.dariustred.it/la-trama-debole-di-joel/#comment-1427</link>

		<dc:creator><![CDATA[f p blade]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Jun 2023 16:19:14 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://retroblog.dariustred.it/?p=7232#comment-1427</guid>

					<description><![CDATA[@ Franco, il mio punto di riflessione è il seguente: cosa ti ha spinto a &#039;voler comprare&#039; quel mattone di ottocento pagine?
E poi, non ti sembra un limite promuovere lavori così ridondanti? Non è che a monte si scandagliano e selezionano soprattutto quelle opere convertibili in sceenggiature per serie tv?  Le dimensioni avrebbero dunque un peso nel criterio di scelta qualitativa?
Non è forse una gabbia alla libertà di espressione autoriale? 
Anche Nel mondo dell&#039;arte, infatti, si cercano autori e artisti che producono tanto, la qualità poi viene decisa nella stanza dei bottoni. Un modo per creare ricchezza dal nulla (e non ci metto le virgolette, stavolta)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ Franco, il mio punto di riflessione è il seguente: cosa ti ha spinto a &#8216;voler comprare&#8217; quel mattone di ottocento pagine?<br />
E poi, non ti sembra un limite promuovere lavori così ridondanti? Non è che a monte si scandagliano e selezionano soprattutto quelle opere convertibili in sceenggiature per serie tv?  Le dimensioni avrebbero dunque un peso nel criterio di scelta qualitativa?<br />
Non è forse una gabbia alla libertà di espressione autoriale?<br />
Anche Nel mondo dell&#8217;arte, infatti, si cercano autori e artisti che producono tanto, la qualità poi viene decisa nella stanza dei bottoni. Un modo per creare ricchezza dal nulla (e non ci metto le virgolette, stavolta)</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: f p blade		</title>
		<link>https://retroblog.dariustred.it/la-trama-debole-di-joel/#comment-1426</link>

		<dc:creator><![CDATA[f p blade]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Jun 2023 16:15:51 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://retroblog.dariustred.it/?p=7232#comment-1426</guid>

					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://retroblog.dariustred.it/la-trama-debole-di-joel/#comment-1420&quot;&gt;Darius Tred&lt;/a&gt;.

Ho letto l&#039;analisi: bisognerebbe studiarci un po&#039; sopra. 
MI son soffermato soprattutto sull&#039;operazione di pubblicazione del &#039;cartaceo&#039; , il vero affare di cui parlo anche io, nei link inserito di sopra. Ai miei calcoli sarebbero bastate meno di 50.000 copie per cucirci sopra un affare di tutto rispetto a rischio zero. Il resto è grasso che cola...altro che &#039;sotto le aspettative&#039; 
 Quel che sembra, in tutta evidenza, è che  il mondo digital-social lavori oramai in sinergia con le grandi imprese del libro. Continuo a ribadire l&#039;urgenza di  qualcuno che si faccia carico della questione dei parametri. Non so se si trova in rete, (eventualmente ce l&#039;ho in archivio), tempo fa un tal Luca Pareschi si era soffermato sulla questione dei canoni di qualità, con un&#039;indagine molto seria basata su interviste ai grandi editori. Un lavoro per l&#039;Univerità , mi sembra di ricordare. Le conclusioni erano sconcertanti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://retroblog.dariustred.it/la-trama-debole-di-joel/#comment-1420">Darius Tred</a>.</p>
<p>Ho letto l&#8217;analisi: bisognerebbe studiarci un po&#8217; sopra.<br />
MI son soffermato soprattutto sull&#8217;operazione di pubblicazione del &#8216;cartaceo&#8217; , il vero affare di cui parlo anche io, nei link inserito di sopra. Ai miei calcoli sarebbero bastate meno di 50.000 copie per cucirci sopra un affare di tutto rispetto a rischio zero. Il resto è grasso che cola&#8230;altro che &#8216;sotto le aspettative&#8217;<br />
 Quel che sembra, in tutta evidenza, è che  il mondo digital-social lavori oramai in sinergia con le grandi imprese del libro. Continuo a ribadire l&#8217;urgenza di  qualcuno che si faccia carico della questione dei parametri. Non so se si trova in rete, (eventualmente ce l&#8217;ho in archivio), tempo fa un tal Luca Pareschi si era soffermato sulla questione dei canoni di qualità, con un&#8217;indagine molto seria basata su interviste ai grandi editori. Un lavoro per l&#8217;Univerità , mi sembra di ricordare. Le conclusioni erano sconcertanti.</p>
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		<item>
		<title>
		Di: Darius Tred		</title>
		<link>https://retroblog.dariustred.it/la-trama-debole-di-joel/#comment-1425</link>

		<dc:creator><![CDATA[Darius Tred]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Jun 2023 12:07:48 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://retroblog.dariustred.it/?p=7232#comment-1425</guid>

					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://retroblog.dariustred.it/la-trama-debole-di-joel/#comment-1422&quot;&gt;Marina&lt;/a&gt;.

I giudizi sperticati all&#039;inizio (che poi sappiamo che fanno sempre parte di un certo tipo di marketing...) ho pensato che fossero di gente che non ha letto bene il romanzo, o l&#039;ha letto di fretta, o l&#039;ha letto una pagina sì e tre no, oppure non l&#039;ha letto proprio...

Non riuscirei a darmi altra spiegazione di così tanta generosità a fronte di così tanto evidente mediocrità...

Dico così perché poi, quando un romanzo diventa un &quot;must&quot; del momento, tutti i &quot;critici&quot; del mestiere vogliono dare l&#039;impressione di averlo letto per non essere da meno e quindi, colti magari da un&#039;intervista improvvisa o dalla richiesta di un commento da pubblicare subito il giorno dopo sulla tal testata, ecco che preferiscono dare il giudizio sperticato sull&#039;onda del successo percepito dalla platea, piuttosto che passare per quelli che non l&#039;hanno ancora letto.

Ti ringrazio per il tuo eufemismo! &quot;Occhi attenti e spirito acuto&quot; è un modo elegante per dire &quot;spaccamaroni&quot; ... :-D :-D :-D
(Sto scherzando, naturalmente: grazie davvero).

No: non penso di fare l&#039;editor. Al massimo posso aspirare a fare il lettore-beta.
Anche perché, se avessi fatto l&#039;editor, credo che metà dei libri che ho in casa li dovrei buttare (miei compresi, riletti con il senno di poi...).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://retroblog.dariustred.it/la-trama-debole-di-joel/#comment-1422">Marina</a>.</p>
<p>I giudizi sperticati all&#8217;inizio (che poi sappiamo che fanno sempre parte di un certo tipo di marketing&#8230;) ho pensato che fossero di gente che non ha letto bene il romanzo, o l&#8217;ha letto di fretta, o l&#8217;ha letto una pagina sì e tre no, oppure non l&#8217;ha letto proprio&#8230;</p>
<p>Non riuscirei a darmi altra spiegazione di così tanta generosità a fronte di così tanto evidente mediocrità&#8230;</p>
<p>Dico così perché poi, quando un romanzo diventa un &#8220;must&#8221; del momento, tutti i &#8220;critici&#8221; del mestiere vogliono dare l&#8217;impressione di averlo letto per non essere da meno e quindi, colti magari da un&#8217;intervista improvvisa o dalla richiesta di un commento da pubblicare subito il giorno dopo sulla tal testata, ecco che preferiscono dare il giudizio sperticato sull&#8217;onda del successo percepito dalla platea, piuttosto che passare per quelli che non l&#8217;hanno ancora letto.</p>
<p>Ti ringrazio per il tuo eufemismo! &#8220;Occhi attenti e spirito acuto&#8221; è un modo elegante per dire &#8220;spaccamaroni&#8221; &#8230; 😀 😀 😀<br />
(Sto scherzando, naturalmente: grazie davvero).</p>
<p>No: non penso di fare l&#8217;editor. Al massimo posso aspirare a fare il lettore-beta.<br />
Anche perché, se avessi fatto l&#8217;editor, credo che metà dei libri che ho in casa li dovrei buttare (miei compresi, riletti con il senno di poi&#8230;).</p>
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